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Codice delle Leggi
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Regolamento Vigente

Anno
2015
Numero
12
Data
22/04/2015
Abrogato
 
Materia
Assistenza sociale
Titolo
Regolamento regionale “Presidi territoriali di recupero e riabilitazione funzionale dei soggetti portatori di disabilità fisiche, psichiche, sensoriali o miste: fabbisogno, autorizzazione alla realizzazione, autorizzazione all’esercizio, accreditamento, requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici”
Note
Bollettino n° 56 Supplemento pubblicato il 22-04-2015
Allegati
Nessun allegato

 



IL PRESIDENTE
DELLA GIUNTA REGIONALE

Visto l’art. 121 della Costituzione, così come modificato dalla legge costituzionale 22 novembre 1999 n. 1, nella parte in cui attribuisce al Presidente della Giunta Regionale l’emanazione dei regolamenti regionali;

Visto l’art. 42, comma 2, lett. c) L. R. 12 maggio 2004, n. 7 “Statuto della Regione Puglia”;

Visto l’art. 44, comma 1, L. R. 12 maggio 2004, n. 7 “Statuto della Regione Puglia”;

Vista la Delibera di Giunta Regionale n. 690 del 02/04/ 2015 di adozione del Regolamento;

 

 

                                                                                                                               EMANA

                                                                                                                    Il seguente Regolamento:

Art. 1

Finalità

 

Il presente Regolamento individua il fabbisogno, disciplina l’autorizzazione alla realizzazione ed all’esercizio, individua i requisiti minimi strutturali, tecnologici ed organizzativi per l’autorizzazione all’esercizio, individua gli ulteriori requisiti per l’accreditamento delle strutture extraospedaliere denominate Presidi territoriali di recupero e riabilitazione funzionale dei soggetti portatori di disabilità fisiche, psichiche, sensoriali o miste ( di seguito indicati come Presidi di riabilitazione funzionale), nonchè i criteri di eleggibilità degli assistiti che possono accedere ai predetti Presidi.

 

Art. 2

Tipologie dei presidi territoriali di recupero e riabilitazione funzionale dei soggetti portatori di disabilita’ fisiche, psichiche, sensoriali o miste

 

Si definiscono Presidi territoriali di recupero e riabilitazione funzionale le strutture che erogano prestazioni a ciclo continuativo e/o diurno che provvedono al recupero funzionale e/o al completamento del processo di recupero e/o al mantenimento-prevenzione della progressione della disabilità dei soggetti portatori di disabilità fisiche, psichiche, sensoriali o miste dipendenti da qualunque causa.
I Presidi territoriali di recupero e riabilitazione funzionale sono organizzati in nuclei di tipo residenziale, semiresidenziale, ambulatoriale e domiciliare dedicati per tipologia di intensità di prestazioni e di paziente (adulto o in età evolutiva). Ciascun nucleo deve essere autorizzato all’esercizio ed accreditato secondo le modalità dettate dal presente regolamento.
Le tipologie di nuclei previsti dal presente regolamento sono:

TIPOLOGIA DI ASSISTENZA

MODULO IN RIFERIMENTO ALLA TIPOLOGIA DI INTERVENTO RIABILITATIVO

TIPOLOGIA DI PAZIENTE/NUMERO DI POSTI PER MODULO

TIPOLOGIA DI PAZIENTE/NUMERO DI POSTI PER MODULO

ASSISTENZA

Nucleo di riabilitazione Intensiva*

Età adulta 20 posti letto

Età evolutiva 10 posti letto

Nucleo di Riabilitazione estensiva*

Età adulata 20 posti letto

Età evolutiva 10 posti letto

Nucleo di riabilitazione in fase di mantenimento * - tipologia di paziente 1

Età adulata 20 posti letto

 

Nucleo di Riabilitazione in fase di mantenimento * - tipologia di paziente 2

Età adulata 20 posti letto

 

ASSISTENZA SEMIRESIDENZIALE

Nucleo di Riabilitazione estensiva *

 

Età evolutiva 20 posti

Nucleo di riabilitazione in fase di mantenimento *

Età adulta 20 posti

 

*cfr. Documento "Prestazioni residenziali e semiresidenziali" del Ministero della Salute -

        Direzione generale della programamzioe sanitaria, dei livelli di assistenza e dei

        principi etici di sistema - Commissione nazionale per la definizione e l'aggiornamneto

        dei livelli essenziali di assistenza.

*cfr. DPCM 29 novembre 2001 "Definizione dei Livelli Essenziali di assistenza" sez. 1.C

       "Area integrazione sociosanitaria", punti 8 "Assistenza territoriale semiresidenziale",

       micro livello "Attività saniatria  sociosanitaria nell'ambito di progarmmi riabilitativi

       a favore di disabili fisici, psichici e sensoriali" e punto 9 "Assistenza territoriale residenziale",

       micro livello "ttività sanitaria e sociosanitaria nell'ambito di programmi riabilitativi a

       favore di disabili fisici, psichici e sensoriali"

I Presidi territoriali di Recupero e Riabilitazione possono prevedere nuclei specializzati per una o più tipologie d’intensità di cura.
L’assistenza riabilitativa per l’età evolutiva deve essere erogata in nuclei esclusivamente dedicati. Al fine dell’erogazione dei servizi di riabilitazione nei nuclei dedicati all’età evolutiva, il compimento della maggiore età non costituisce elemento discretivo ai fini della sussistenza dei requisiti di inquadramento del paziente all’interno del modulo dedicato. La valutazione sulla possibilità di inserimento all’interno di nucleo dedicato dovrà essere condotta attraverso l’analisi complessiva delle condizioni del paziente, del percorso seguito, della risposta al progetto riabilitativo erogato e/o erogando, e di ogni altra circostanza utile.
I Presidi territoriali che erogano prestazioni di tipo intensivo devono prevedere nuclei di tipo estensivo.
Nell’assistenza semiresidenziale possono essere predisposti uno o più nuclei dedicati alle prestazioni di riabilitazione estensiva e/o alle prestazioni di riabilitazione nella fase di mantenimento. Al nucleo riabilitativo per la fase di mantenimento può accedersi anche al completamento del progetto-percorso di riabilitazione estensiva.

 

Art. 3

Nucleo di assistenza residenziale riabilitativa intensiva 

Il nucleo ospita pazienti adulti o minori che hanno superato la fase acuta della malattia, stabilizzati nelle funzioni vitali e con necessità d’intervento riabilitativo intensivo secondo il modello previsto dal presente regolamento e di supporto multiprofessionale distribuito nell’arco delle 24 ore. Il paziente deve essere in grado di offrire partecipazione attiva al programma riabilitativo e presentare un basso rischio di instabilità clinica.
In riferimento ai pazienti minori, il nucleo ospita pazienti con patologie di pertinenza prevalente della Medicina Fisica e Riabilitazione.

Alla riabilitazione intensiva si accede:


1) previa prescrizione del Medico dell’Unità Operativa ospedaliera per acuti che dimette il paziente ove non disponibile il medico specialista in riabilitazione. La valutazione del rischio di instabilità clinica deve essere effettuata dal prescrittore, il quale compila la scheda di presentazione del paziente,di cui all’allegato A al presente regolamento, in cui è inclusa la NEWS che esprime un indice di probabilità di deterioramento clinico e la CIRS ( Modified Comulative Illness Rating Scale - versione 10/2013 ). I dati riportati nella scheda devono essere stati rilevati non oltre le 48 ore precedenti la richiesta. La NEWS e la CIRS, benché approvate dalla comunità scientifica, sono soltanto uno strumento indicativo. Resta ferma la responsabilità del dirigente medico nella valutazione clinica del paziente.
2) previa prescrizione del Medico dell’Unità Operativa di riabilitazione cod. 56 e dell’Unità Operativa di lungodegenza cod. 60.

La prescrizione dei precedenti punti 1) e 2) deve essere firmata e timbrata dal dirigente medico che la rilascia sotto la propria personale responsabilità. La prescrizione deve espressamente indicare che “il paziente, in condizioni cliniche stabilizzate, necessita di n. ____ gg di trattamento riabilitativo residenziale intensivo. Il paziente richiede elevato impegno assistenziale (nursing infermieristico articolato nell’arco delle 24 ore) e non può essere avviato alla riabilitazione ambulatoriale e/o domiciliare.”
Si può accedere alla riabilitazione intensiva territoriale se sussiste il bisogno riabilitativo intensivo e il paziente è in condizioni cliniche stabilizzate.
In nessun caso un paziente che necessiti di riabilitazione ma che sia in condizione di potenziale alto rischio di instabilità clinica può accedere al presidio di riabilitazione extraospedaliera.
La presa in carico del paziente deve essere comunicata dalla struttura, entro 5 giorni lavorativi, alla Unità Operativa territoriale del Dipartimento di Medicina Fisica e Riabilitativa (DIP. MFeR) della ASL nella quale insiste la struttura erogante, e per conoscenza, ai fini del monitoraggio del percorso riabilitativo, alla Unità Operativa (U.O.) territoriale del DIP. MFeR di residenza del paziente. Quest’ultima comunicherà al Distretto Socio Sanitario di residenza del paziente l’avvenuta presa in carico. Resta impregiudicata l’attività di verifica dell’appropriatezza da parte dell’UVARP territorialmente competente sui trattamenti erogati (ingressi e/o proroghe).

La durata del trattamento riabilitativo residenziale intensivo è pari ai valori soglia per la riabilitazione ospedaliera (disciplina cod. 56) (riabilitazione neurologica 60 giorni; riabilitazione ortopedica 40 giorni; 30 giorni tutti gli altri casi). Al termine del percorso di trattamento riabilitativo intensivo, persistendo il bisogno del paziente di assistenza, questi sarà trasferito in altro setting assistenziale appropriato nel rispetto delle procedure previste negli specifici paragrafi del presente regolamento o di altri regolamenti regionali.

La richiesta di proroga per l’ulteriore permanenza nel nucleo di riabilitazione intensiva deve essere preventivamente autorizzata, secondo le procedure che saranno definite con i soggetti interessati, dal DIP. MFeR della ASL nella quale insiste la struttura erogante.
A tal fine la struttura che ha in carico il paziente, almeno 10 giorni lavorativi prima della scadenza, notifica inderogabilmente la richiesta di proroga alla U.O. territoriale del DIP. MFeR della ASL nella quale insiste la struttura erogante, e per conoscenza, ai fini del monitoraggio del percorso riabilitativo, alla U.O. del DIP.MFeR di residenza del paziente.
Il DIP. MFeR della ASL nella quale insiste la struttura erogante provvede, anche per il tramite delle proprie UU.OO. territoriali, alle valutazioni della richiesta di prosecuzione del trattamento ed a comunicare, in caso di esito favorevole, l’autorizzazione alla struttura richiedente e all’U.O. del DIP. MFeR di residenza del paziente.
Quest’ultima comunicherà al Distretto Socio Sanitario di residenza del paziente la prosecuzione del trattamento in regime di proroga.
Analoga procedura è attivata in caso di esito negativo alla richiesta di proroga.
Decorsi inutilmente i termini dei 10 gg. lavorativi, la proroga s’intende tacitamente accordata.
Resta impregiudicata l’attività di verifica dell’appropriatezza da parte dell’UVARP territorialmente competente sui trattamenti erogati (ingressi e/o proroghe) in sede di verifica dell’appropriatezza che vale fatto salvo il periodo di proroga tacitamente accordato.
II nucleo erogativo di assistenza residenziale intensiva per l’età adulta è costituito da 20 posti letto.
II nucleo erogativo di assistenza residenziale intensiva per l’età evolutiva è costituito da 10 posti letto.

 

Art. 4

Nucleo di assistenza residenziale riabilitativa estensiva

Il nucleo ospita pazienti adulti o minori con compromissione funzionale tale da richiedere un percorso riabilitativo di recupero per paziente non gestibile al proprio domicilio né in ambulatorio per la necessità di assistenza e sorveglianza infermieristica h24. Il ricovero in tale nucleo è di durata limitata, può anche conseguire alla fase intensiva per il completamento del recupero funzionale. Al nucleo possono accedere pazienti con bisogno di recupero funzionale, qualora siano peggiorati i livelli di autonomia e delle abilità comunicativo-relazionali, provenienti dall’ambulatorio specialistico o dal domicilio su specifica autorizzazione dell’ U.O. territoriale di Medicina Fisica e Riabilitazione insistente nel DSS ove ha residenza il paziente.
Il paziente è in grado di offrire partecipazione attiva al programma di riabilitazione estensiva. Il conseguimento degli obiettivi esplicitati nel Progetto Riabilitativo Individuale (PRI) (oppure la costatazione per mezzo di valutazioni specialistiche e scale validate dell’impossibilità del loro raggiungimento) segna il termine di questo tipo di assistenza residenziale. Nel prosieguo, persistendo il bisogno di assistenza in regime residenziale, in assenza di margini di recupero funzionale, il paziente adulto sarà ospitato nel nucleo di mantenimento, se non avviabile al ricovero di mantenimento in strutture sociosanitarie. Resta impregiudicata la possibilità della presa in carico del paziente nei setting assistenziali ambulatoriale e domiciliare.
Si può accedere alla riabilitazione estensiva extraospedaliera se il paziente è in condizioni cliniche stabilizzate. In nessun caso un paziente che necessiti di riabilitazione ma che sia in condizione di potenziale alto rischio di instabilità clinica può accedere al presidio di riabilitazione extraospedaliera.
In riferimento ai pazienti minori, il nucleo ospita pazienti con patologie di pertinenza prevalente della Medicina Fisica e Riabilitazione.


Alla riabilitazione estensiva si accede:


1) previa prescrizione del Medico dell’Unità Operativa ospedaliera per acuti che dimette il paziente ove non disponibile il medico specialista in riabilitazione. La valutazione del rischio di instabilità clinica deve essere effettuata dal prescrittore, il quale compila la scheda di presentazione del paziente,di cui all’allegato A al presente regolamento, in cui è inclusa la NEWS che esprime un indice di probabilità di deterioramento clinico e la CIRS ( Modified Comulative Illness Rating Scale - versione 10/2013 ). I dati riportati nella scheda devono essere stati rilevati non oltre le 48 ore precedenti la richiesta. La NEWS e la CIRS, benchè approvate dalla comunità scientifica, sono soltanto uno strumento indicativo. Resta ferma la responsabilità del dirigente medico nella valutazione clinica del paziente.

2) previa prescrizione del Medico dell’Unità Operativa di riabilitazione cod. 56 e dell’Unità Operativa di lungodegenza cod. 60. La prescrizione deve essere firmata e timbrata dal medico specialista che la rilascia sotto la propria personale responsabilità.
La prescrizione dei precedenti punti 1) e 2) deve espressamente indicare che “il paziente, in condizioni cliniche stabilizzate, necessita di n. ____ gg di trattamento riabilitativo residenziale estensivo. Il paziente richiede elevato impegno assistenziale (nursing infermieristico articolato nell’arco delle 24 ore) e non può essere avviato alla riabilitazione ambulatoriale e/o domiciliare.”
La presa in carico del paziente deve essere comunicata, entro 5 giorni lavorativi, alla U.O. territoriale del DIP. MFeR della ASL nella quale insiste la struttura erogante, e per conoscenza, ai fini del monitoraggio del percorso riabilitativo, alla U.O. del DIP. MFeR di residenza del paziente.
Il DIP. MFeR potrà definire con i soggetti interessati canali di comunicazione specifici al fine di semplificare e velocizzare le procedure.

3) Con preventiva autorizzazione rilasciata dalla U.O. del DIP. MFeR della ASL in cui insiste la struttura erogante, su richiesta avanzata dalla struttura di riabilitazione intensiva territoriale ove, alla fine del periodo di riabilitazione intensiva, il paziente necessiti di proseguire il trattamento riabilitativo in regime residenziale.
A tal fine la struttura che ha in carico il paziente, almeno 10 giorni lavorativi prima della scadenza, notifica la richiesta di trattamento alla U.O. del DIP. MFeR della ASL in cui insiste la struttura erogante, e per conoscenza, ai fini del monitoraggio del percorso riabilitativo, alla U.O.del DIP. MFeR di residenza del paziente. Il DIP. MFeR della ASL in cui insiste la struttura erogante provvede, quindi, per il tramite delle proprie UU.OO. territoriali, alle valutazioni della richiesta del trattamento ed a comunicare, in caso di esito favorevole, l’autorizzazione alla struttura richiedente e alla U.O.del DIP. MFeR di residenza del paziente.
Analoga procedura è attivata in caso di esito negativo alla richiesta di trattamento.

4) Con preventiva autorizzazione rilasciata dalla U.O. del DIP. MFeR insistente nella ASL ove ha residenza il paziente su prescrizione-proposta del MMG o PLS.
La presa in carico del paziente deve essere comunicata dalla struttura, entro 5 giorni lavorativi, alla U.O. del DIP. MFeR presente nella ASL in cui insiste la struttura erogante, e per conoscenza, ai fini del monitoraggio del percorso riabilitativo, alla U.O. del DIP. MFeR presente nella ASL di residenza del paziente.

 

In tutti i casi innanzi previsti, l’U.O. del DIP. MFeR di residenza comunicherà al Distretto Socio Sanitario di residenza del paziente l’avvenuta presa in carico.

La durata del trattamento riabilitativo residenziale estensivo è fino a 60 giorni, salvo proroga.

La richiesta di proroga per l’ulteriore permanenza nel nucleo di riabilitazione estensiva deve essere preventivamente autorizzata dall’U.O.del DIP. MFeR della ASL in cui insiste la struttura erogante.
A tal fine la struttura che ha in carico il paziente, almeno 10 giorni lavorativi prima della scadenza, notifica la richiesta di proroga alla U.O. territoriale del DIP. MFeR della ASL in cui insiste la struttura erogante, e per conoscenza, ai fini del monitoraggio del percorso riabilitativo, alla U.O. del DIP. MFeR della ASL di residenza del paziente.
Il DIP. MFeR della ASL in cui insiste la struttura erogante provvede, quindi, per il tramite delle proprie UU.OO. territoriali, alle valutazioni della richiesta di prosecuzione del trattamento ed a comunicare, in caso di esito favorevole, l’autorizzazione alla struttura richiedente e all’U.O. del DIP. MFeR della ASL di residenza del paziente.
Quest’ultima comunicherà al Distretto Socio Sanitario di residenza del paziente la prosecuzione del trattamento in regime di proroga.
Analoga procedura è attivata in caso di esito negativo alla richiesta di proroga.
Decorsi inutilmente i termini dei 10 gg. lavorativi, la proroga s’intende tacitamente accordata.
Resta impregiudicata l’attività di verifica dell’appropriatezza da parte dell’UVARP territorialmente competente sui trattamenti erogati (ingressi e/o proroghe) in sede di verifica dell’appropriatezza che vale fatto salvo il periodo di proroga tacitamente accordato.
II nucleo erogativo di assistenza residenziale estensiva per l’età adulta è costituito da 20 posti letto.
II nucleo erogativo di assistenza residenziale estensiva per l’età evolutiva è costituito da 10 posti letto.

Art.5

Nucleo di assistenza residenziale di mantenimento riabilitativo
(per disabili ad ALTA complessità assistenziale sanitaria)

 

Il nucleo è dedicato a pazienti ad ALTA complessità assistenziale sanitaria. I “NUCLEI” per Assistenza Residenziale di Mantenimento Riabilitativo possono essere di due tipi diversi che accolgono due tipologie di pazienti.

1ª tipologia: disabile adulto in condizioni di soddisfacente compenso clinico delle funzioni vitali ma che necessita di assistenza medica per il mantenimento della stabilità clinica, che non possiede i requisiti per l’inserimento nel Centro Risvegli di cui al R.R. n. 24/2011 ma presenta tutte le caratteristiche sotto elencate:


a) necessità di assistenza infermieristica h24 per attività complesse che non possono essere gestite al domicilio del paziente (assistenza respiratoria, nutrizionale per via parenterale o PEG, infusioni protratte di terapia e.v, altre procedure infermieristiche che richiedano anche vigilanza del paziente e delle apparecchiature a supporto delle funzioni vitali).
b) ridotta possibilità di recupero funzionale (l’attività riabilitativa è compresa fra i 30 ed i 60 minuti al giorno ed è finalizzata al mantenimento della funzioni riacquistate, ove possibile al contrasto del declino funzionale in caso di patologie neurodegenerative ed alla prevenzione delle complicanze terziarie).

2ª tipologia:  Disabile adulto non autosufficiente per disabilità connatali o acquisite in età evolutiva che ha completato il processo di recupero funzionale ma che necessita di prestazioni di riabilitazione e sorveglianza sanitaria per il mantenimento e/o prevenzione della progressione della disabilità e dell’esclusione sociale. Il nucleo non può ospitare pazienti provenienti dalle strutture di cui all’art.1, comma 2, lettera b) del Regolamento regionale n. 14/2014 i quali potranno proseguire il percorso assistenziale presso le strutture psichiatriche. 

Questo tipo di paziente deve possedere tutte le caratteristiche sotto elencate:

             a) Necessità di assistenza medica, infermieristica, riabilitativa alla persona che non può essere gestito al domicilio;

            b) Ridotta possibilità di recupero delle autonomie con rischio di scompenso emotivo-comportamentale e peggioramento funzionale qualora estrapolato dall’abituale contesto educativo e relazionale;

            c) Necessità di una presa in carico assistenziale sanitaria e di tutela nel lungo termine (medica, psicologica, infermieristica e riabilitativa) che non può essere garantita in ambito familiare e in altro setting assistenziale.

 

Si può accedere alla riabilitazione di mantenimento extraospedaliera se il paziente è in condizioni cliniche stabilizzate. In nessun caso un paziente che necessiti di riabilitazione ma che sia in condizione di potenziale alto rischio di instabilità clinica può accedere al presidio di riabilitazione  extraospedaliera. (1)


(1) Tipologia sostituita dal R.R. 22/2019,art. 11, comma 11.1.

Alla riabilitazione sanitaria di mantenimento si accede:

in riferimento alla 1ª tipologia di paziente


1) previa prescrizione del Medico dell’Unità Operativa ospedaliera per acuti che dimette il paziente, ove non disponibile il medico specialista in riabilitazione. La valutazione del rischio di instabilità clinica deve essere effettuata prescrittore, il quale compila la scheda di presentazione del paziente,di cui all’allegato A al presente regolamento, in cui è inclusa la NEWS che esprime un indice di probabilità di deterioramento clinico e la CIRS ( Modified Comulative Illness Rating Scale - versione 10/2013 ). I dati riportati nella scheda devono essere stati rilevati non oltre le 48 ore precedenti la richiesta. La NEWS e la CIRS, benchè approvate dalla comunità scientifica, sono soltanto uno strumento indicativo. Resta ferma la responsabilità del dirigente medico nella valutazione clinica del paziente;
2) previa prescrizione del Medico dell’Unità Operativa di riabilitazione cod. 56 e dell’Unità Operativa di lungodegenza cod. 60. La prescrizione deve essere firmata e timbrata dal medico specialista che la rilascia sotto la propria personale responsabilità;
3) Con preventiva autorizzazione rilasciata dall’U.O. del DIP. MFeR insistente nella ASL ove ha residenza il paziente su prescrizione-proposta del MMG o PLS.

La prescrizione dei precedenti punti 1), 2) e 3) deve espressamente indicare che “il paziente, in condizioni cliniche stabilizzate, necessita di n. ____ gg di trattamento riabilitativo residenziale di mantenimento. Il paziente richiede elevato impegno assistenziale (nursing infermieristico articolato nell’arco delle 24 ore) e non può essere avviato alla riabilitazione ambulatoriale e/o domiciliare.”

La presa in carico del paziente deve essere comunicata, entro 5 giorni lavorativi, alla struttura territoriale del DIP. MFeR presente nella ASL in cui insiste la struttura erogante, e per conoscenza, ai fini del monitoraggio del percorso riabilitativo, all’U.O. del DIP. MFeR presente nella ASL di residenza del paziente.
Il DIP. MFeR potrà definire con i soggetti interessati canali di comunicazione specifici al fine di semplificare e velocizzare le procedure.


in riferimento alla 2ª tipologia di paziente (2)
A seguito di valutazione e autorizzazione rilasciata dall’U.O.del DIP. MFeR insistente nella ASL ove ha residenza il paziente su prescrizione-proposta del MMG o anche su proposta dello stesso Presidio di Riabilitazione che ospita il paziente in altro setting assistenziale o su proposta del MMG. La U.O.del DIP. MFeR valuta la sussistenza dei requisiti di cui ai precedenti punti a), b)  e c) ai fini della presa in carico del paziente.

La prescrizione dei precedenti punti 1), 2) e 3) deve espressamente indicare che “il paziente, in condizioni cliniche stabilizzate, necessita di n. ____ gg di trattamento riabilitativo residenziale di mantenimento. Il paziente richiede elevato impegno assistenziale sanitario e di tutela nel lungo termine ( medica, psicologica, infermieristica e riabilitativa) che non può essere garantita in ambito familiare e in altro setting assistenziale.”

La presa in carico del paziente deve essere comunicata, entro 5 giorni lavorativi, alla struttura territoriale del DIP. MFeR presente nella ASL in cui insiste la struttura erogante, e per conoscenza, ai fini del monitoraggio del percorso riabilitativo, all’U.O. del DIP. MFeR presente nella ASL di residenza del paziente. Il DIP. MFeR potrà definire con i soggetti interessati canali di comunicazione specifici al fine di semplificare e velocizzare le procedure.

(2) Tipologia sostituita dal R.R. 22/2019,art. 11, comma 11.2.

In tutti i casi innanzi previsti:
La durata del trattamento riabilitativo residenziale di mantenimento è fino a 365 gg, salvo proroga.

Per la richiesta di proroga si procede nel seguente modo:

in riferimento alla 1ª e 2^ tipologia di paziente (3) 
l’ulteriore permanenza nel nucleo di riabilitazione di mantenimento deve essere preventivamente autorizzata dall’U.O. del DIP. MFeR presente nella ASL in cui insiste la struttura erogante.
A tal fine la struttura che ha in carico il paziente, almeno 30 giorni lavorativi prima della scadenza, notifica la richiesta di proroga alla U.O. territoriale del DIP. MFeR presente nella ASL in cui insiste la struttura erogante e per conoscenza, ai fini del monitoraggio del percorso riabilitativo, alla U.O. del DIP. MFeR presente nella ASL di residenza del paziente.
Il DIP. MFeR presente nella ASL in cui insiste la struttura erogante provvede, quindi, per il tramite delle proprie UU.OO. territoriali, alle valutazioni della richiesta di prosecuzione del trattamento ed a comunicare, in caso di esito favorevole, l’autorizzazione alla struttura richiedente e alla U.O. del DIP. MFeR della ASL di residenza del paziente. Quest’ultima comunicherà al Distretto Socio Sanitario di residenza del paziente la prosecuzione del trattamento in regime di proroga.

(3) Capoverso sostituito R.R. 22/2019,art. 11, comma 11.3.

[in riferimento alla 2ª tipologia di paziente (4)
l’ulteriore permanenza nel nucleo di riabilitazione di mantenimento deve essere preventivamente autorizzata dall’UVM presente nella ASL in cui insiste la struttura erogante.
A tal fine la struttura che ha in carico il paziente, almeno 30 giorni lavorativi prima della scadenza, notifica la richiesta di proroga al DSS presente nella ASL in cui insiste la struttura erogante e per conoscenza, ai fini del monitoraggio del percorso riabilitativo, al DSS presente nella ASL di residenza del paziente.
Il DSS della ASL in cui insiste la struttura erogante provvede, quindi, per il tramite dell’UVM, alle valutazioni della richiesta di prosecuzione del trattamento e a comunicare, in caso di esito favorevole, l’autorizzazione alla struttura richiedente, alla U.O. territoriale del DIP. MFeR presente nella ASL in cui insiste la struttura erogante e alla U.O. del DIP MFeR della ASL di residenza del paziente.
Quest’ultima comunicherà al Distretto Socio Sanitario di residenza del paziente la prosecuzione del trattamento in regime di proroga.
Analoga procedura è attivata in caso di esito negativo alla richiesta di proroga.
Decorsi inutilmente i termini dei 30 gg. lavorativi, la proroga s’intende tacitamente accordata.
Resta impregiudicata l’attività di verifica dell’appropriatezza da parte dell’UVARP sui trattamenti erogati (ingressi e/o proroghe) in sede di verifica dell’appropriatezza che vale fatto salvo il periodo di proroga tacitamente accordato.
II nucleo erogativo di assistenza riabilitativa residenziale di mantenimento è costituito da 20 posti letto per ciascuna delle due tipologie di pazienti adulti ( tipologia di paziente 1 e 2).]

(3) Capoverso sostituito R.R. 22/2019,art. 11, comma 11.4.

Art. 6
Nucleo di assistenza semiresidenziale riabilitativa estensiva per l’eta’ evolutiva

 

Il nucleo è dedicato a pazienti in età evolutiva che devono rispondere ai seguenti requisiti:


a) Paziente per il quale è necessario un progetto riabilitativo erogabile nell’arco delle 12 ore, finalizzato al recupero e sviluppo funzionale, non autosufficiente, portatore di disabilità derivanti da patologie di pertinenza prevalente della Medicina Fisica e Riabilitazione;
b) Necessità di interventi multidisciplinari orientati all’acquisizione ed al mantenimento delle competenze neuromotorie, neuropsicologiche e comunicativo relazionali a supporto dell’autonomia personale;
c) Insufficiente supporto familiare nelle ore diurne, documentate dalla struttura inviante (U.O. territoriale di Medicina Fisica e Riabilitazione insistente nel DSS ove ha residenza il paziente)

Alla riabilitazione in regime semiresidenziale si accede:
Con preventiva autorizzazione rilasciata dall’U.O. del DIP. MFeR insistente nella ASL ove ha residenza il paziente su prescrizione-proposta del MMG o PLS.
La presa in carico del paziente deve essere comunicata, entro 5 giorni lavorativi, alla U.O. territoriale del DIP. MFeR presente nella ASL in cui insiste la struttura erogante, e per conoscenza, ai fini del monitoraggio del percorso riabilitativo, alla U.O. del DIP. MFeR presente nella ASL di residenza del paziente.
Quest’ultima comunicherà al Distretto Socio Sanitario di residenza del paziente l’avvenuta presa in carico.

La durata del trattamento riabilitativo semiresidenziale è fino a 280 giorni e di norma coincidente con il periodo di frequenza scolastica.

La richiesta di proroga per l’ulteriore permanenza nel nucleo di riabilitazione semiresidenziale deve essere preventivamente autorizzata presente nella ASL in cui insiste la struttura erogante.
A tal fine la struttura che ha in carico il paziente, almeno 20 giorni lavorativi prima della scadenza, notifica la richiesta di proroga all’U.O. del DIP MFeR presente nella ASL in cui insiste la struttura erogante e per conoscenza, ai fini del monitoraggio del percorso riabilitativo, alla U.O. del DIP. MFe R presente nella ASL di residenza del paziente.
La U.O. del DIP MFeR presente nella ASL in cui insiste la struttura erogante provvede, quindi, alle valutazioni della richiesta di prosecuzione del trattamento ed a comunicare, in caso di esito favorevole, l’autorizzazione alla struttura richiedente e alla U.O. del DIP MFeR della ASL di residenza del paziente.
Quest’ultima comunicherà al Distretto Socio Sanitario di residenza del paziente la prosecuzione del trattamento in regime di proroga.
Analoga procedura è attivata in caso di esito negativo alla richiesta di proroga.
Decorsi inutilmente i termini dei 20 gg. lavorativi, la proroga s’intende tacitamente accordata.
Resta impregiudicata l’attività di verifica dell’appropriatezza da parte dell’UVARP sui trattamenti erogati (ingressi e/o proroghe) in sede di verifica dell’appropriatezza che vale fatto salvo il periodo di proroga tacitamente accordato.
II nucleo erogativo di assistenza riabilitativa semiresidenziale è costituito da 20 posti.

Art. 7
Nucleo di assistenza semiresidenziale di mantenimento per l’età adulta

Il nucleo, che eroga prestazioni riabilitative per disabili gravi, è finalizzato alla tutela del disabile anche attraverso prestazioni di riabilitazione, compresi gli interventi di sollievo alla famiglia*, ed è dedicato esclusivamente a pazienti in età adulta provenienti dal nucleo del predecente art.6 che devono rispondere ai seguenti requisiti:
Paziente che ha completato il processo di recupero funzionale ma che necessita di prestazioni riabilitative per il mantenimento delle abilità acquisite e/o la prevenzione della progressione della disabilità e la promozione e mantenimento dell’inclusione sociale;
Ridotta possibilità di recupero o di stabile acquisizione delle autonomie con rischio di scompenso emotivo-comportamentale e peggioramento funzionale qualora estrapolato dall’abituale contesto educativo e relazionale;
Necessità di presa in carico e di tutela nel lungo termine che non può essere garantita in ambito familiare e in altro setting assistenziale.

*cfr. DPCM 29 novembre 2001 “Definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza” sez. 1.C “Area integrazione sociosanitaria”

Al nucleo di assistenza di mantenimento in regime semiresidenziale si accede:
A seguito di valutazione effettuata dall’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) del Distretto Socio Sanitario ( DSS) ove ha residenza il paziente su proposta dell’U.O. del DIP MFeR o della U.O. di Neuro Psichiatria Infantile o dello stesso Presidio di Riabilitazione che ospita il paziente nel nucleo semiresidenziale per l’età evolutiva. La UVM valuta la sussistenza dei requisiti di cui ai precedenti punti a), b) e c) e, attraverso un’indagine sociale, documenterà la sussistenza di un’insufficiente supporto familiare o informale della persona disabile.
Il Presidio di Riabilitazione, a seguito della proposta fatta, può trasferire il paziente dal setting semiresidenziale per l’età evolutiva al setting semiresidenziale di mantenimento, in attesa della valutazione dello stesso da parte dell’UVM.
La presa in carico del paziente deve essere comunicata dal DSS ove ha residenza il paziente, entro 5 giorni lavorativi, alla U.O. territoriale del DIP. MFeR presente nella ASL in cui insiste la struttura erogante, e per conoscenza, ai fini del monitoraggio del percorso riabilitativo, alla U.O. del DIP. MFeR presente nella ASL di residenza del paziente.

La durata del trattamento riabilitativo semiresidenziale è fino a 280 giorni.

La richiesta di proroga per l’ulteriore permanenza nel nucleo semiresidenziale di mantenimento deve essere preventivamente autorizzata dall’UVM del Distretto Socio Sanitario presente nella ASL in cui insiste la struttura erogante.
A tal fine la struttura che ha in carico il paziente, almeno 30 giorni lavorativi prima della scadenza, notifica la richiesta di proroga al DSS presente nella ASL in cui insiste la struttura erogante e per conoscenza, ai fini del monitoraggio del percorso socioriabilitativo, al DSS della ASL di residenza del paziente.
L’UVM del Distretto Socio Sanitario presente nella ASL in cui insiste la struttura erogante provvede, quindi, alla valutazione della richiesta di prosecuzione del trattamento. Il relativo DSS comunica, in caso di esito favorevole, l’autorizzazione alla struttura richiedente, alla U.O. del DIP. MFeR presente nella ASL in cui insiste la struttura erogante e alla U.O. del DIP MFeR della ASL di residenza del paziente.
Quest’ultima comunicherà al Distretto Socio Sanitario di residenza del paziente la prosecuzione del trattamento in regime di proroga.
Analoga procedura è attivata in caso di esito negativo alla richiesta di proroga.
Decorsi inutilmente i termini dei 30 gg. lavorativi, la proroga s’intende tacitamente accordata.
Resta impregiudicata l’attività di verifica dell’appropriatezza da parte dell’UVARP sui trattamenti erogati (ingressi e/o proroghe) in sede di verifica dell’appropriatezza che vale fatto salvo il periodo di proroga tacitamente accordato.
II nucleo erogativo di assistenza semiresidenziale di mantenimento è costituito da 20 posti.

 

Art. 8
Progetto riabilitativo, programma riabilitativo e progetto di struttura

Le attività sanitarie di riabilitazione richiedono obbligatoriamente la presa in carico clinica globale della persona mediante la predisposizione di un progetto riabilitativo individuale e la sua realizzazione mediante uno o più programmi riabilitativi.

8.1. PROGETTO RIABILITATIVO
Si definisce progetto riabilitativo individuale l’insieme di proposizioni, elaborate dall’équipe riabilitativa della struttura che prende in carico il paziente, coordinata dal medico responsabile. Il progetto riabilitativo individuale:


- indica il medico specialista responsabile del progetto stesso;
- tiene conto in maniera globale dei bisogni, delle preferenze del paziente (e/o dei suoi familiari, quando è necessario), delle sue menomazioni, disabilità e, soprattutto, delle  abilità residue e recuperabili, oltre che dei fattori ambientali, contestuali e personali;
- definisce gli esiti desiderati, le aspettative e le priorità del paziente, dei suoi familiari, quando è necessario, e dell’équipe curante;
- deve dimostrare la consapevolezza e comprensione, da parte dell’intera équipe riabilitativa, dell’insieme delle problematiche dei paziente, compresi gli aspetti che non sono oggetto di interventi specifici, e di regola può non. prevedere una quantificazione degli aspetti di cui sopra, ma ne dà una descrizione, in, termini qualitativi e generali;
- definisce il ruolo dell’équipe riabilitativa, composta da personale adeguatamente formato, rispetto alle azioni da intraprendere per il raggiungimento degli esiti desiderati;
- definisce, nelle linee generali, gli obiettivi a breve, medio e lungo termine, i tempi previsti, le azioni e le condizioni necessarie al raggiungimento degli esiti desiderati;
- è comunicato in modo comprensibile ed appropriato al paziente. e ai suoi familiari;
- è comunicato a tutti gli operatori coinvolti nel progetto stesso;
- costituisce il riferimento per ogni intervento svolto dall’équipe riabilitativa.

Il medico coordinatore dell’équipe riabilitativa, d’intesa con la stessa équipe, provvede a garantire un flusso costante di informazioni da e con il medico di famiglia, e con tutte le strutture coinvolte nel percorso riabilitativo.
Il progetto riabilitativo individuale deve essere modificato, adattato e nuovamente comunicato al paziente ed agli operatori qualora si verifichi un cambiamento sostanziale degli elementi in base a cui è stato elaborato (bisogni, preferenze, menomazioni, abilità-disabilità residue, limiti ambientali e di risorse, aspettative, priorità) anche in relazione ai tempi, alle azioni o alle condizioni precedentemente definiti.
Il PRI deve essere redatto entro 5 giorni dalla presa in carico del paziente. Qualora in sede di stesura del PRI dovesse risultare che il setting riabilitativo prescritto non è compatibile con le condizioni cliniche del paziente, la struttura provvede a trasferire il paziente nel setting appropriato e ne dà comunicazione scritta alla struttura territoriale del DMFeR della ASL nella quale insiste la struttura e di quella di residenza del paziente.

8.2 PROGRAMMA RIABILITATIVO
La realizzazione del progetto riabilitativo avviene mediante uno o più programmi riabilitativi elaborati dalla struttura coinvolta nel percorso riabilitativo. Il “programma riabilitativo” definisce le aree di intervento specifiche, gli obiettivi a breve termine, i tempi e le modalità di erogazione degli interventi, gli operatori coinvolti, la verifica degli interventi.
In particolare:


- definisce le modalità della presa in carico da parte della struttura;
- definisce gli interventi specifici durante il periodo di presa in carico;
- individua ed include gli obiettivi immediati (da raggiungere nello spazio di pochi giorni) e/o gli obiettivi a breve termine (da raggiungere nell’ambito di poche settimane) e li aggiorna nel tempo;
- definisce modalità e tempi di erogazione delle singole prestazioni previste negli stessi interventi;
- definisce le misure di esito appropriate per la valutazione degli interventi, l’esito atteso in base a tali misure ed il tempo di verifica del raggiungimento di un dato esito;
- individua i singoli operatori coinvolti negli interventi e ne definisce il relativo impegno, nel rispetto delle relative responsabilità professionali;
- viene puntualmente verificato ed aggiornato periodicamente durante il periodo di presa in carico;
- costituisce un elemento di verifica del progetto riabilitativo.

8.3 PROGETTO DI STRUTTURA
Il Presidio territoriale di recupero e riabilitazione elabora il Progetto di struttura nel quale esplicita la programmazione della disponibilità e dell’organizzazione degli spazi, del lavoro e delle modalità operative di tutta la struttura per garantire una idonea funzione di supporto, finalizzata alla protezione ed alla stimolazione delle capacità funzionali e relazionali di tutti i soggetti assistiti.
Nel Progetto di Struttura sono definite, ex ante, in particolare le caratteristiche, la mission, la dotazione organica con le figure professionali e relative specifiche competenze, le procedure utilizzate.

 

Art. 9


Requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi per l’autorizzazione

all’esercizio dei presidi territoriali di recupero e riabilitazione funzionale dei soggetti

portatori di disabilità fisiche, psichiche, sensoriali o miste

 

L’offerta riabilitativa territoriale per le persone con disabilità è graduata in trattamenti intensivi, estensivi e riabilitativi di mantenimento, erogabili in nuclei.
Le strutture si articolano in nuclei che possono ospitare fino a un massimo di 20 persone.
All’interno delle singole strutture possono coesistere, in riferimento all’assistenza in regime residenziale, nuclei diversi, intensivo, estensivo, riabilitativo di mantenimento.
All’interno delle singole strutture possono coesistere nuclei di assistenza in regime residenziale e semiresidenziale.
La capacità recettiva delle strutture di nuova realizzazione va da un minimo di 20 fino a un massimo di 60 posti residenza nelle diverse tipologie di nuclei.
In caso di strutture autorizzate all’esercizio per altra tipologia di assistenza sanitaria e/o sociosanitaria, la parte dell’immobile o del complesso di immobili destinato a Presidio di Riabilitazione deve essere indipendente dalla restante parte della struttura, dotato di ingresso separato ed in possesso dei requisiti minimi di seguito riportati. E’ fatto divieto di possedere requisiti in comune tra il Presidio di Riabilitazione e altra tipologia di struttura autorizzata all’esercizio, ovvero non è consentita l’utilizzazione di spazi in comune quali quelli corrispondenti alle aree generali e di supporto, all’area di socializzazione e all’area della valutazione e delle terapie.

9.1.1 REQUISITI MINIMI STRUTTURALI PER L’ASSISTENZA RESIDENZIALE

Standard dimensionali e strutturali
Gli standard dimensionali sono determinati nelle misure che seguono, tenendo presente che gli standard rapportati alle persone sono da considerarsi netti, in quanto fanno riferimento a superfici utili per lo svolgimento delle funzioni specifiche:


a) la superficie totale utile funzionale delle strutture è fissata in un minimo mq 40 per ospite;
b) per le camere (bagno escluso):
mq 12 per una persona;
mq 20 per due persone (per le strutture esistenti alla data di entrata in vigore del presente regolamento, mq 18 per due persone );
c) le restanti aree di attività e di servizio sono da dimensionarsi nel computo complessivo di 40 mq
per ospite di cui alla precedente lettera a);

 

Le porte devono possedere caratteristiche tali da limitare l’ingombro durante l’apertura (P. es. porte scorrevoli, rototranslanti..). Le porte di accesso a camere, bagni o ambienti con spazi di manovra ridotti devono aprire verso l’esterno anche per consentire il soccorso a pazienti in caso di caduta. Quando la porta apre verso vie di fuga o uscite di emergenza il senso di apertura deve essere verso l’esodo. La luce netta della porta deve essere di misura tale da consentire il passaggio di letti con ruote, barelle doccia e carrozzine.

I pavimenti devono avere una superficie antisdrucciolo e non presentare dislivelli, asperità, sconnessioni e gradini nelle aree utilizzate dai degenti. Nelle aree di transito comuni a degenti e visitatori eventuali dislivelli devono essere eliminati con brevi rampe a bassa pendenza (max 4-5%).

I corridoi devono avere larghezza sufficiente per consentire il transito di due carrozzine o barelle affiancate e comunque dimensioni e caratteristiche adeguate all’esodo in situazioni di emergenza.

I percorsi esterni non devono presentare buche o sporgenze che li ingombrino così da rendere sicuro il movimento ed il transito delle persone e dei mezzi di trasporto.

Area abitativa
Devono essere presenti:


- camere da 1 o 2 letti. All’interno di ogni camera deve essere garantita:
- la privacy degli ospiti, anche attraverso l’impiego di divisori mobili, l’accesso e il movimento delle carrozzine, l’uso dei sollevatori e il passaggio delle barelle;
- a ciascun posto letto, l’accessibilità contemporanea di due operatori per lato, onde garantire le necessarie manovre assistenziali, nonché la possibilità di trasferimento dei pazienti sia su carrozzina che barella;
- la presenza di bagno assistito, dimensionato secondo la normativa vigente, adeguato ai pazienti non autosufficienti, con possibilità di accesso e rotazione completa delle carrozzine e sollevatore, dotato di lavandino, wc, doccia a pavimento o vasca, bidet;
- la presenza di un armadio porta abiti e di un mobile basso (con funzione di comodino, scarpiera) per posto letto. Gli arredi devono essere compatibili con la patologia del paziente;
- TV e telefono collegato con l’esterno.

 

Servizi di nucleo
Devono essere presenti per ciascun nucleo:


- locale soggiorno/gioco/TV/spazio collettivo;
- sala da pranzo anche plurinucleo;
- Deposito attrezzature, ortesi e ausili vari;
- cucinetta;
- locale di servizio per il personale con annessi servizi igienici;
- bagno assistito con vasca ospedaliera e con doccia per persone con disabilità (dovranno essere garantiti spazi idonei a consentire le manovre al personale di assistenza);
- bagno assistito con vasca ad ultrasuoni;
- locale deposito biancheria pulita (articolato per piano);
- locale deposito materiale sporco, con vuotatoio e lavapadelle (articolato per piano);
- locale deposito per attrezzature, carrozzine e materiale di consumo, etc. (articolato per piano);
- servizio igienico per i visitatori;
- locale attività pedagogico-educativa, addestramento professionale, tempo libero.

 

Area destinata alla valutazione e alle terapie
Tale area, che deve essere opportunamente individuata e indicata all’interno della struttura, può servire anche diversi moduli. In tal caso devono essere presenti, per ognuna delle tipologie di locali elencati di seguito, almeno un locale per nucleo. Devono essere previsti:


- ambulatorio o studio medico attrezzato per visite e valutazioni specifiche la cui superficie non deve essere inferiore a 16 mq ciascuno;
- locali per l’erogazione delle attività specifiche di riabilitazione la cui superficie non deve essere inferiore a 16 mq ciascuno. Nello specifico:
- locale per fisiokinesiterapia;
- locale per terapia occupazionale;
- locale per terapia cognitiva;
- locale per terapia del linguaggio;
- locale per urologia (patologie cerebrali e/o spinali), con annesso servizio igienico ed area separata per spogliarsi, tale da garantire il rispetto della privacy dell’utente ( il servizio igienico è da escludersi dal computo dei mq 16);
- locale per rieducazione neuropsicomotoria (per i nuclei di pazienti in età evolutiva);
- palestra con attrezzature e presidi necessari per le specifiche attività riabilitative previste di dimensione non inferiore a 60 mq;
- locale per l’attività infermieristica la cui superficie non deve essere inferiore a 16 mq;
- In prossimità dell’area destinata alla valutazione e alle terapie deve essere presente almeno un bagno per gli assistiti ed un bagno per gli operatori.

 

Area della socializzazione
Tale area, che deve essere opportunamente individuata e indicata all’interno della struttura, può servire anche diversi nuclei.
Devono essere presenti:


- servizi per l’assistenza religiosa e relativi locali;
- locale bar (in alternativa distributori automatici di alimenti e bevande);
- soggiorni polivalenti di 30 mq per nucleo;
- Sala mensa utenti (a questa funzione può essere adibito anche il soggiorno polivalente)
- bagni per i visitatori, di cui almeno uno accessibile alle persone con disabilità;
- aree verdi attrezzate, e accessibili alle persone con disabilità, all’interno del complesso. L’area verde è obbligatoria per le strutture di nuova realizzazione; per le strutture già autorizzate ed accreditate alla data di entrata in vigore del presente regolamento le stesse possono adeguare la struttura per tale requisito.

Servizi a richiesta dell’utenza
- locali per servizi al degente (es.: barbiere, parrucchiere, podologo);
- possibilità di servizio lavanderia esterno;

Aree generali e di supporto
Tale area, che deve essere opportunamente individuata e indicata all’interno della struttura, può servire anche diversi moduli.
Devono essere previsti:


- ingresso con portineria, posta, telefono;
- uffici amministrativi;
- archivio per la documentazione clinica e amministrativa;
- Sala riunioni;
- cucina, dispensa e locali accessori (se il servizio è appaltato all’esterno un locale per lo sporzionamento);
- lavanderia e stireria (se il servizio è appaltato all’esterno locali per lo stoccaggio);
- servizio di pulizia ( se il servizio è appaltato all’esterno un locale per lo stoccaggio attrezzi e materiale vario);
- magazzini;
- spogliatoi per il personale con annessi bagni;
- sala mensa per il personale;
- deposito pulito;
- deposito sporco;
- camera mortuaria con sala dolenti.

Tutti i corridoi e le scale devono essere forniti di corrimano.
In caso di strutture a più piani, devono essere presenti impianti elevatori tra cui almeno due montalettighe e un ascensore. Le dimensioni degli ascensori devono essere tali da garantire l’accesso almeno ad una carrozzina e un operatore. In caso di strutture organizzate a più nuclei per piano, ogni ala della struttura deve essere dotata di un ascensore e di due montalettighe.
Qualora la struttura abbia uno o più moduli dedicati all’età evolutiva, gli spazi devono essere dedicati e adeguatamente attrezzati per le distinte esigenze dei minori in rapporto alla fascia di età di appartenenza (infanzia e adolescenza). Anche i servizi igienici dell’area abitativa, dei servizi di nucleo e area destinata alla valutazione e alle terapie devono essere adeguatamente attrezzati per le due fasce di età dei minori. Devono, inoltre, essere previsti spazi comuni dedicati ed utilizzabili dai minori con i genitori.

9.1.2 REQUISITI MINIMI STRUTTURALI PER L’ASSISTENZA SEMIRESIDENZIALE

Standard dimensionali e strutturali
Gli standard dimensionali sono determinati nelle misure che seguono, tenendo presente che gli standard rapportati alle persone sono da considerarsi netti, in quanto fanno riferimento a superfici utili per lo svolgimento delle funzioni specifiche.
La superficie totale utile funzionale delle strutture è fissata in mq 20 per ospite. Nella superficie totale utile funzionale rientrano le aree verdi attrezzate nel limite massimo di mq 5 per ospite. (5)

Le porte devono possedere caratteristiche tali da limitare l’ingombro durante l’apertura (P. es. porte scorrevoli, rototranslanti..). Le porte di accesso a camere, bagni o ambienti con spazi di manovra ridotti devono aprire verso l’esterno anche per consentire il soccorso a pazienti in caso di caduta. Quando la porta apre verso vie di fuga o uscite di emergenza il senso di apertura deve essere verso l’esodo. La luce netta della porta deve essere di misura tale da consentire il passaggio di carrozzine.

I pavimenti devono avere una superficie antisdrucciolo e non presentare dislivelli, asperità, sconnessioni e gradini nelle aree utilizzate dai degenti. Nelle aree di transito comuni a degenti e visitatori eventuali dislivelli devono essere eliminati con brevi rampe a bassa pendenza (max 4-5%).

I corridoi devono avere larghezza sufficiente per consentire il transito di due carrozzine e comunque dimensioni e caratteristiche adeguate all’esodo in situazioni di emergenza.

I percorsi esterni non devono presentare buche o sporgenze che li ingombrino così da rendere sicuro il movimento ed il transito delle persone e dei mezzi di trasporto.

Servizi di nucleo
Devono essere presenti per ciascun nucleo:


- locale soggiorno/gioco/TV/spazio collettivo attrezzato con poltrone reclinabili e con superficie non inferiore a 3 mq per ospite);
- sala da pranzo anche plurinucleo;
- Deposito attrezzature, ortesi e ausili vari;
- cucinetta;
- locale di servizio per il personale con annessi servizi igienici;
- almeno n.2 bagni assistiti;
- locale deposito materiale sporco, con vuotatoio e lavapadelle ( articolato per piano);
- locale deposito per attrezzature, carrozzine e materiale di consumo, etc. ( articolato per piano);
- servizio igienico per i visitatori/accompagnatori;
- locale attività pedagogico-educativa, addestramento professionale, tempo libero;

 

Area destinata alla valutazione e alle terapie
Tale area, che deve essere opportunamente individuata ed indicata all’interno della struttura, può servire anche diversi nucleo. In tal caso devono essere presenti, per ognuna delle tipologie di locali elencati di seguito, almeno un locale per nuclei. Devono essere previsti:


- ambulatorio o studio medico attrezzato per visite e valutazioni specifiche la cui superficie non deve essere inferiore a 16 mq ciascuno;
- locali per l’erogazione delle attività specifiche di riabilitazione la cui superficie non deve essere inferiore a 16 mq ciascuno. Nello specifico:
- locale per terapia fisiokinesiterapia;
- locale per terapia occupazionale;
- locale per terapia cognitiva;
- locale per terapia del linguaggio;
- locale per rieducazione neuropsicomotoria;
- almeno 2 locali per le attività educative di superficie minima di mq 35 per 10 assistiti
- palestra con attrezzature e presidi necessari per le specifiche attività riabilitative previste di dimensione non inferiore a 60 mq;
- locale per l’attività infermieristica la cui superficie non deve essere inferiore a 16 mq ciascuno;
- In prossimità dell’area destinata alla valutazione e alle terapie deve essere presente almeno un bagno per gli assistiti ed un servizio igienico per gli operatori;
- locali spogliatoio/guardaroba per gli utenti delle dimensioni tali da destinare a ciascun assistito almeno mq.3.

Area della socializzazione
Tale area, che deve essere opportunamente individuata ed indicata all’interno della struttura, può servire anche diversi moduli.
Devono essere presenti:


- locale bar, anche in comune con altri nuclei (in alternativa distributori automatici di alimenti e bevande);
- servizi igienici per i visitatori/accompagnatori, di cui almeno uno accessibile alle persone con disabilità;
- aree verdi attrezzate, e accessibili alle persone con disabilità, all’interno del complesso. L’area verde è obbligatoria per le strutture di nuova realizzazione; per le strutture già autorizzate ed accreditate alla data di entrata in vigore del presente regolamento le stesse possono adeguare la struttura per tale requisito.


Aree generali e di supporto
Tale area, che deve essere opportunamente individuata ed indicata all’interno della struttura, può servire anche diversi nuclei.
Devono essere previsti:


- ingresso con portineria, posta, telefono;
- uffici amministrativi;
- archivio per la documentazione clinica e amministrativa;
- Sala riunioni;
- cucina, dispensa e locali accessori (se il servizio è appaltato all’esterno un locale per lo sporzionamento);
- magazzini;
- spogliatoi per il personale con annessi servizi igienici;
- sala mensa per il personale;
- deposito pulito;
- deposito sporco;
- servizio di pulizia ( se il servizio è appaltato all’esterno un locale per lo stoccaggio attrezzi e materiale vario).

Tutti i corridoi e le scale devono essere forniti di corrimano.
In caso di strutture a più piani, devono essere presenti impianti elevatori tra cui due ascensori. Le dimensioni degli ascensori devono essere tali da garantire l’accesso almeno ad una carrozzina e un operatore. In caso di strutture organizzate a più nuclei per piano, ogni ala della struttura deve essere dotata di un ascensore e di due montalettighe.
Gli spazi devono essere dedicati e adeguatamente attrezzati per le esigenze dei minori. Anche i servizi igienici dell’area abitativa, dei servizi di nucleo e area destinata alla valutazione e alle terapie devono essere adeguatamente attrezzati per i minori. Devono, inoltre, essere previsti spazi comuni dedicati ed utilizzabili dai minori con i genitori.
Nel caso in cui la struttura sia autorizzata all’esercizio anche per nuclei di assistenza riabilitativa in regime residenziale, le aree generali e di supporto possono essere in comune.

9.2 REQUISITI MINIMI TECNOLOGICI


Tutti gli ambienti delle varie aree e servizi (area abitativa, servizi di nucleo, area destinata alla valutazione e alle terapie, area della socializzazione, aree generali e di supporto) devono essere dotati di impianto di riscaldamento e di condizionamento.
In ogni struttura è presente e accessibile il carrello per la gestione delle emergenze/urgenze, completo di defibrillatore, saturimetro, materiale per l’assistenza respiratoria [pallone AMBU (Assistant Manual Breathing Unit), maschere facciali e orofaringee], sfigmomanometro, fonendoscopio, laccio emostatico, siringhe, materiale per medicazione e farmaci di pronto intervento previsti dalla normativa vigente.

Devono essere presenti:

 

a - degenza
- letti di degenza a tre segmenti regolabili, con spondine e relativi “trapezi” e “archetti alzacoperte”e con almeno il 50 % della dotazione regolabile in altezza;
- materasso antidecubito ad aria con compressore per ogni posto letto; nella dotazione complessiva deve esservi la disponibilità di materassi per pazienti a rischio medio alto di lesioni da pressione o con lesioni da pressione gravi (IV stadio secondo la scala di Braden) p. es materassi a fluttuazione e materassi a cessione d’aria.
- 1 sollevatore pazienti elettrico con diverse tipologie di imbragature;
- 1 carrozzina per p.l., parte standard con ruote grandi posteriori (dimensioni varie) e con tavolino avvolgente per carrozzina;
- 1 sistema pesapersone per disabili;
- disponibilità di cuscini antidecubito;
- apparecchi per aerosol terapia;
- almeno n. 2 poltroncine doccia;
- comodini bidirezionali per disabili.

b - posti semiresidenziale
- 1 sollevatore pazienti elettrico con diverse tipologie di imbragature;
- almeno 1 carrozzina ogni 2 posti, parte standard con ruote grandi posteriori (dimensioni varie) e con tavolino avvolgente per carrozzina;
- 1 sistema pesapersone per disabili;
- disponibilità di cuscini antidecubito;
- apparecchi per aerosol terapia;

c - Attrezzature per la valutazione in fisioterapia
- dispositivi per valutazioni dinamometriche
- sussidi manuali ed elettronici per la valutazione delle abilità motorie;
- apparecchio per saturimetria transcutanea;
- cronometri;

Per il nucleo residenziale in fase intensiva è previsto anche:
- disponibilità nella struttura di almeno uno spirometro ed apparecchio per EGA;
- disponibilità nella struttura di un Bladder scanner.

d - Dotazioni per il trattamento in fisioterapia
- lettini per rieducazione motoria ad altezza variabile (cm 100 minimi x 200 x 44/85h);
- letto di grandi dimensioni per rieducazione motoria ad altezza variabile (cm 200 x 200 x 44/85h)(Bobath);
- letti di verticalizzazione ad altezza ed inclinazione variabile;
- lettini per masso-fisioterapia strumentale in legno con testata ad inclinazione regolabile (cm180x70x75/80h);
- lettino ad altezza regolabile e a più segmenti per manipolazione;
- sollevatore elettrico con diverse tipologie di imbragatura (fasce, amaca standard ed amaca con poggiatesta) in grado di sollevare il paziente dal piano-pavimento;
- standing ad altezza variabile;
- materassini per cinesiterapia a pavimento (o piano materasso grande);
- parallele ad altezza variabile;
- specchi a muro per cinesiterapia (non quadrettati);
- specchi per cinesiterapia su ruote;
- bilance con quadrante basso;
- scala modulare per rieducazione motoria;
- apparecchi vari per terapia fisica strumentale;
- deambulatori ad altezza regolabile tipo “walker”;
- deambulatori ad altezza regolabile tipo “rollator”;
- ausili vari per la deambulazione (bastoni, tripodi, etc.);
- cicloergometro o tapis roulant;
- piani oscillanti e sussidi per la rieducazione propriocettiva;
- serie di sussidi per l’esercizio terapeutico manipolativo funzionale;
- serie di ausili per il rinforzo muscolare;
- spalliera svedese;
- serie di bastoni per cinesiterapia;
- cuscini in gommapiuma a densità graduata e rivestiti in similpelle e di diverse dimensioni e forme;
- 1 maxicilindro (cm 100x85 dim);
- cronometri;
- tavolo ergoterapico ad altezza ed inclinazione variabile ad uno o più segmenti;
- sgabelli ad altezza regolabile;
- carrello portausili per cinesiterapia a più ripiani;
- sedie e sgabelli vari;
- apparecchio elettrostimolatore per muscolatura normale e denervata
- apparecchio per terapia antalgica

e - Dotazioni per la valutazione e il trattamento in logopedia
- sussidi manuali ed elettronici per la valutazione del linguaggio, della voce, della sordità, delle turbe neuropsicologiche e della deglutizione. La dotazione testistica deve essere appropriata per le valutazioni in età evolutiva e adolescenziale (solo per i nuclei dedicati a queste età), nell’adulto e nell’anziano;
- sussidi manuali ed elettronici per il trattamento dei disturbi del linguaggio, i disturbi della voce, della sordità, delle turbe neuropsicologiche e dei disturbi della deglutizione. La dotazione strumentale deve essere appropriata per il trattamento in età evolutiva e adolescenziale (solo per i nuclei dedicati a queste età), nell’adulto e nell’anziano.
- la dotazione minima per l’ambiente dedicato alla logopedia deve prevedere anche:
- Tavolo con due sedie
- Armadi per riporre strumenti e materiali

f - Dotazioni per la valutazione in terapia occupazionale
- sussidi manuali ed elettronici per la valutazione delle abilità, interessi lavorativi e capacità lavorative residue, funzioni psico-intellettive, capacità fisiche ed esecutive. La dotazione testistica deve essere appropriata per le valutazioni in età evolutiva e adolescenziale (solo per i nuclei dedicati a queste età), nell’adulto e nell’anziano.

g - Dotazioni per il trattamento in terapia occupazionale
- sussidi manuali ed elettronici per il recupero di abilità nell’ambito delle autonomie personali, strumentali e lavorative. La dotazione strumentale deve essere appropriata per il trattamento in età evolutiva e adolescenziale (solo per i nuclei dedicati a queste età), nell’adulto e nell’anziano. La dotazione minima dell’ambiente dedicato alla terapia occupazionale deve prevedere:
- Pannello a parete posizionabile ad altezze variabili con sussidi per la simulazione di attività quotidiane
- Sussidi da tavolo per la simulazione di attività quotidiane
- Giochi con pedine, dadi o altre forme in metallo o legno per gesti finalizzati a incrementare la concentrazione, la memoria, le abilità finimotorie, il coordinamento oculomotorio le capacità sensoriali.
- Tavolo per la terapia occupazionale regolabile in altezza e con piano inclinabile, dotato di sistema di ancoraggio del braccio e della mano per il miglior controllo posturale della testa e del tronco.
- Armadi per riporre strumenti e materiali

h - Dotazioni per la valutazione in neuropsicomotricità (Solo per i nuclei dedicati all’età evolutiva)
- sussidi manuali ed elettronici per la valutazione in età evolutiva di abilità cognitive, motorie, sensoriali, della coordinazione, del linguaggio e dell’apprendimento. La dotazione testistica deve essere appropriata per le valutazioni in età evolutiva e l’adolescenza.

i - Dotazioni per il trattamento in neuro psicomotricità (Solo per i nuclei dedicati all’età evolutiva)
- sussidi manuali ed elettronici per l’evocazione in età evolutiva di abilità cognitive, motorie, sensoriali, della coordinazione, del linguaggio e dell’apprendimento. La dotazione minima dell’ambiente dedicato alla terapia occupazionale deve prevedere:
- Tavolo regolabile in altezza con sedute idonee per l’età evolutiva
- Armadi per riporre strumenti e materiali.
- 2 materassini in gommapiuma con rivestimento ignifugo, sfoderabile e lavabile.
- Palloni per la riabilitazione di differenti diametri.
- Cuscini colorati di varie forme (Cuneo, cubo, parallelepipedo, cilindro, semicilindro) rivestiti di materiale ignifugo e lavabile.
- clavette colorate, sacchetti motori, funi colorate da mt. 3, corde per saltelli con contrappeso, corde per saltelli con manopole, sfere in legno colorato, palle per ritmica, ceppi in legno colorati, cerchi in nylon colorati ø cm 60, dischi materiale morbido per percorsi di deambulazione, clavette da cm 31, palle mediche vinile (kg 1÷5), bastoni legno da cm 90, bastoni legno da cm 120, tamburelli con batacchio, palle ritmiche da gr 420

l - Dotazioni per la valutazione in riabilitazione cognitiva
- sussidi manuali ed elettronici per la valutazione delle funzioni cognitive e psicomotorie. La dotazione testistica deve essere appropriata per le valutazioni nell’adulto e nell’anziano.

m - Dotazioni per trattamento in riabilitazione cognitiva
- sussidi manuali ed elettronici per la riabilitazione delle funzioni cognitive e psicomotorie. La dotazione minima dell’ambiente dedicato alla riabilitazione cognitiva deve prevedere:
- Tavolo con due sedie
- Armadi per riporre strumenti e materiali
- Kit di riabilitazione cognitiva non informatizzato.
- Strumenti informatici (hardware e software) adatti allo svolgimento di esercizi di riabilitazione cognitiva (esercizi di riconoscimento, riordino, classificazione, associazione, attenzione, calcolo, orientamento, riproduzione di modelli, pianificazione, analisi di situazioni, problem solving etc.)
- attrezzature, dispositivi e strumenti standardizzati per la valutazione delle varie menomazioni e disabilità di pertinenza riabilitativa;
- presidi e attrezzature atte allo svolgimento di trattamenti da parte di medici specialisti e degli altri operatori della riabilitazione;
- attrezzature per la riabilitazione motoria (es.: letti per fisioterapia movimentabili, articolati e ad altezza variabile, sgabelli, cuscini, tappeti, cunei, cilindri, parallele, palloni di varie dimensioni, scala di deambulazione, gruppo parallele per deambulazione, tavoli fisioterapici per trattamenti individuali, spalliere, panche irrovesciabili pesi varie misure cyclette specchi quadrettati palloni tipo Bobath tavolo oscillante asse di equilibrio (specifiche per la riabilitazione) pedane oscillanti materassini bastoni in metallo con appoggio regolabile cuscini sgabelli deambulatori canadesi, tripodi, cunei);
- apparecchio elettrostimolatore per muscolatura normale e denervata;
- apparecchio per terapia antalgica;
- elettrocardiografo;
- materiali e strumenti per la riabilitazione cognitiva e neuropsicologica (esempio: materiali modellabili, oggetti per la stimolazione stereognosica, memory test, materiali semistrutturati didattico/educativi con supporto cartaceo e/o informatico, ausili informatici: comunicatori, puntatori, tastiere speciali);
- materiali e strumenti per la riabilitazione logopedica ( N indicator, S indicator, spirometro, metronomo, speech emplasis indicator, registratori, vari giochi sonori luminosi di memoria, spazio-temporale per la manipolazione, giochi affettivi.
- In caso che venga svolta attività diagnostica: impedenziometro, audiometro.
- materiali e strumenti per la terapia occupazionale;
- barella-doccia.

La struttura rende disponibili tutti i presidi non strettamente personali necessari ad ospiti non deambulanti e non autosufficienti, compresi quelli antidecubito (es.: letti, comodini, armadi, materassi idonei, cuscini, sollevatori, deambulatori, carrozzine, carrozzine con sistemi posturali).

(5) Frase sostituita dal R.R. 22/2019, art. 12, comma 12.1.

 

9.3 REQUISITI MINIMI ORGANIZZATIVI


Il ruolo di Responsabile sanitario della struttura è affidato a un medico in possesso dei requisiti di cui all’art. 13 della L. R. n. 8/2004.
In caso di assenza o d’impedimento temporanei le funzioni del Responsabile sanitario vengono assunte da un altro medico con le stesse caratteristiche professionali.
Fermo restando l’esclusività prevista dal comma 6, art.13, L.R. n.8/2004, il Responsabile sanitario delle strutture con meno di cinquanta posti residenziali e/o semiresidenziali deve garantire la presenza per almeno 19 ore settimanali.
Il medico cui è affidata la direzione:


- garantisce la formulazione e l’applicazione del regolamento interno;
- risponde della idoneità del personale, delle attrezzature e degli impianti;
- vigila sulla puntuale osservanza delle norme igienico sanitarie, sulla efficienza e sicurezza dello strumentario e dei locali, sulla validità e corretta applicazione delle metodologie in uso;
- vigila sulla gestione dei farmaci;
- vigila sul rispetto delle norme che regolamentano le incompatibilità del personale;
- garantisce la regolare presenza del personale;
- è responsabile della predisposizione per ciascun paziente del Progetto Riabilitativo Individuale e della sua regolare erogazione;
- è responsabile della registrazione delle cartelle cliniche degli ospiti, del loro aggiornamento periodico e dell’archiviazione;
- vigila sull’aggiornamento tecnologico e formativo in funzione delle disabilità trattate e delle necessità identificate dall’équipe della struttura;
- provvede all’aggiornamento delle metodiche;
- rilascia certificazioni agli aventi diritto.

 

Tutto il personale operante nel Presidio extraospedaliero di Riabilitazione è in possesso delle necessarie qualificazioni professionali prevista per gli operatori del SSN, ovvero, nel rispetto della normativa vigente, deve essere in possesso di titolo di studio idoneo per l’accesso ai ruoli sanitari del Servizio sanitario Nazionale. La tipologia delle figure professionali e il debito orario variano a seconda di quanto previsto specificatamente per i diversi nuclei di cui agli articoli seguenti.
Tutto il personale operante nella struttura deve essere assunto a tempo indeterminato. Le assunzioni a tempo determinato saranno ammesse per provvedere a sostituzioni di personale in organico a seguito di assenze giustificate e previste dalla normativa in materia di tutela dei lavoratori.
Il personale operante nella struttura deve essere garantito, in termini numerici (equivalente a tempo pieno) per ciascuna figura professionale, fermo restando che il personale assunto deve essere a tempo indeterminato ed il numero delle varie figure professionali deve essere sufficiente a garantire il debito orario a tempo pieno ( 38 ore sett. per il medico, 36 ore sett. per le altre figure professionali).
Il personale medico è composto da medici specialisti in riabilitazione. Per medico specialista in riabilitazione si intende un medico con specializzazione in medicina fisica e riabilitativa ed equipollenti, ovvero un medico in possesso di specialità in discipline affini per le quali ha ottenuto, nel rispetto delle normative concorsuali, l’accesso professionale alla medicina fisica e riabilitazione, ovvero un medico chirurgo in possesso di specialità in altre discipline che, come da normativa concorsuale, ha anzianità di servizio in strutture dedicate ad attività riabilitative così come individuate dal presente regolamento.
*

*cfr. Documento “Piano d’Indirizzo per la Riabilitazione” del 2011

Presso ogni struttura, comprendente uno o più nuclei, deve essere presente un medico che garantisca la guardia medica nelle ore notturne e festive con abilitazione BLSD (Basic Life Support & Defibrillation) e ILS (Immediate Life Support) in riferimento ai nuclei per l’età adulta e PBLSD ( Pediatric Basic Life Support & Defibrillation) in riferimento ai nuclei per l’età evolutiva.
La struttura trasmette l’elenco della dotazione organica al competente Ufficio regionale opportunamente dettagliato con i nominativi degli operatori, la qualifica professionale, il titolo di studio, la data di assunzione e la tipologia del contratto con il debito orario.

Per ogni utente è:


- redatto il Progetto Riabilitativo Individuale così come definito al precedente art.8.1;
- compilata la cartella clinica che deve contenere i dati relativi al paziente (anagrafici, operatori di riferimento, diagnosi, valutazione sociale), il Progetto Riabilitativo Individuale, la scheda infermieristica con il dettaglio delle attività riabilitative di propria competenza effettuate e quella relativa agli specifici programmi riabilitativi eseguiti, i risultati degli strumenti di valutazione utilizzati, le verifiche con l’indicazione dei risultati raggiunti e la motivazione della chiusura del programma; in cartella sono registrate le eventuali assenze dell’utente dalla struttura, con la relativa motivazione. Nello specifico:
- il Medico specialista in riabilitazione è responsabile della redazione del PRI. Qualsiasi trattamento riabilitativo non può avere decorrenza da data precedente alla redazione del PRI. La redazione del PRI e le valutazioni specialistiche finalizzate al conseguimento degli obiettivi riabilitativi, anche attraverso la compilazione di scale, da parte del medico responsabile devono essere puntualmente documentati in cartella.
- le attività del personale infermieristico, che concorrono al raggiungimento dell’orario giornaliero richiesto per l’intervento riabilitativo, sono quelle strettamente legate all’addestramento del paziente/caregivers per:
- L’utilizzo di dispositivi per il controllo/trattamento dei disordini legati all’evacuazione);
- Cateterismi intermittenti;
- Alimentazione per OS - SNG - PEG;
- Prevenzione lesioni da pressione;
- Aspirazione delle mucosità orofaringee, pulizia del cavo orale, gestione cannula tracheostomica;
- Movimentazione dei carichi;
- Cambi posturali a letto, letto/carrozzina, carrozzina/WC;
- Igiene - vestizione.
- La durata di ognuna di queste attività di addestramento deve essere riportata in cartella.

 

E’ da considerarsi attività infermieristico/riabilitativa anche quella preventiva per l’individuazione di soggetti a rischio, attraverso la compilazione di scale di valutazione specifiche (es.: Indice di Braden, Scala Morse, Scala Stratify), a cura del personale infermieristico ( Anche il tempo necessario per la compilazione di ognuna di queste scale deve essere riportato in cartella).


- per i Fisioterapisti - Logopedisti - Terapisti Occupazionali - Terapisti della Neurosicomotricità dell’età evolutiva: l’intervento riabilitativo deve essere erogato da tali figure professionali nel rapporto terapista/paziente 1:1. L’impegno orario di tali figure professionali deve essere documentato nella cartella riabilitativa e controfirmato dal paziente, come da modulo di trattamento riabilitativo di cui all’allegato B al presente regolamento. Qualora il paziente sia impedito, il modulo verrà controfirmato dal Direttore sanitario.
- per l’Assistente Sociale - Psicologo: l’impegno orario di tali figure professionali deve essere documentato nella cartella riabilitativa.
L’organizzazione garantisce all’ospite:
- prestazioni di tipo alberghiero comprendenti alloggio, vitto rapportati alle particolari condizioni degli ospiti;
- il rispetto della dignità e della libertà personale, della riservatezza, dell’individualità e delle convinzioni religiose;
- la continuità dei rapporti sociali e della vita di relazione;
- prestazioni infermieristiche;
- prestazioni riabilitative;
- consulenza e controllo dietologico;
- prestazioni di aiuto personale e di assistenza tutelare;
- prestazioni di prevenzione della sindrome da immobilizzazione con riduzione al massimo del tempo trascorso a letto;
- attività di animazione, attività occupazionale, ricreativa di integrazione e di raccordo con l’ambiente familiare e sociale di origine; le autonomie e la partecipazione familiare e sociale sono favorite utilizzando anche le risorse del contesto territoriale in cui è ubicata la struttura,
- comprese le associazioni di volontariato;
- prestazioni per la cura personale (es.: barbiere, parrucchiere, lavanderia) a richiesta degli ospiti e con oneri a carico degli stessi;
- l’assistenza religiosa e spirituale favorendo la presenza di diversi assistenti religiosi a seconda della confessione degli ospiti.

 

Qualora la struttura prenda in carico persone in età evolutiva, oltre ai trattamenti riabilitativi sono erogati anche trattamenti psico-educativi e attività didattico-formative.
Le prestazioni di diagnostica strumentale, di laboratorio e per immagini, farmaceutiche e di assistenza protesica e le prestazioni odontoiatriche, sebbene non erogate dalla struttura, sono assicurate agli ospiti della stessa ai sensi della normativa vigente, anche attraverso i servizi delle ASL.
Un eventuale peggioramento delle condizioni cliniche del paziente che determini la necessità di ricovero ospedaliero per acuzie determinerà l’attivazione del servizio territoriale di emergenza.
La struttura redige la carta dei servizi, da consegnare agli ospiti e ai familiari di riferimento al momento dell’ingresso. Il documento deve specificare:


- la mission;
- la dotazione del personale con le rispettive attribuzioni/compiti;
- le norme igienico sanitarie;
- le finalità ed i metodi riabilitativi;
- l’organizzazione della vita all’interno della struttura, con particolare riguardo sia agli orari dei pasti e delle visite che alle modalità dei rapporti con la famiglia, gli amici e gli aderenti alle associazioni di volontariato;
- l’indicazione delle modalità di accesso da parte degli ospiti alle prestazioni erogate dal SSR;
- le modalità di raccolta dei reclami e/o dei suggerimenti per il miglioramento della qualità della struttura.

 

È garantita alla famiglia una adeguata informazione e partecipazione nonché specifica formazione prima del rientro del paziente nel proprio ambiente di vita.
Il sistema di archiviazione delle cartelle cliniche deve consentire un rapido accesso ai dati.
Le strutture assolvono al debito informativo nei confronti della Regione, delle ASL e delle UVARP anche attraverso l’adesione al Sistema Informativo per l’Assistenza Riabilitativa, secondo modalità e tempistica definite a livello regionale.

 

Art. 10


Requisiti specifici strutturali, tecnologici e organizzativi per l’autorizzazione all’esercizio

dei presidi territoriali di riabilitazione funzionale dei soggetti portatori di disabilità fisiche,
psichiche e sensoriali

 

10.1 REQUISITI SPECIFICI PER UN MODULO DI ASSISTENZA RESIDENZIALE RIABILITATIVA INTENSIVA

10.1.1 REQUISITI SPECIFICI STRUTTURALI
Sono confermati i requisiti descritti nell’art. 9.1 Requisiti minimi strutturali.

10.1.2 REQUISITI SPECIFICI TECNOLOGICI
Oltre ai requisiti indicati nell’art.9.2 Requisiti minimi tecnologici devono essere presenti:


- letti elettrici articolati con sponde e ruote (per tutti i posti letto residenza) e che si possano abbassare fino a 40 cm;
- sistema di chiamata/allarme, inclusi quelli per tetraplegici a succhio-soffio o con bottone;
- materassi antidecubito ad alta tecnologia (se a camere d’aria alternanti, deve essere prevista la possibilità di sgonfiaggio veloce per il massaggio cardiaco);
- bronco-aspiratori portatili con sistema a batteria ricaricabile;
- macchina per la tosse,
- almeno 3 apparecchi per aerosolterapia;
- 1 sollevatore elettrico per nucleo con più imbracature;
- 1 sollevatore per obesi plurinucleo;
- almeno 2 seggioloni polifunzionali
- disponibilità nella struttura di almeno uno spirometro ed apparecchio per EGA;
- disponibilità nella struttura di un Bladder scanner

E’ presente la distribuzione centralizzata di ossigeno medicale e vacuum.

10.1.3 REQUISITI SPECIFICI ORGANIZZATIVI
È garantita, per ogni paziente, la predisposizione del Progetto Riabilitativo Individuale con gli specifici programmi e i tempi di realizzazione previsti:


- riabilitazione delle funzioni motorie e sensoriali;
- riabilitazione delle funzioni cardio-respiratorie;
- riabilitazione delle funzioni vescico-sfinteriche;
- riabilitazione delle funzioni digestive (disfagia, deglutizione);
- riabilitazione delle funzioni cognitive/comportamentali e del linguaggio;
- formazione del caregiver;
- presa in carico del nucleo familiare (informazione/formazione/empowerment/riduzione carico emozionale).

 

E’ garantita la presenza di:


- medico responsabile della struttura;
- medici specialisti;
- psicologi;
- assistenti sociali;
- infermieri;
- professionisti sanitari della riabilitazione;
- operatori socio-sanitari dedicati all’assistenza.

Lo standard minimo sotto riportato è riferito all’attività assistenziale per 20 posti letto; per nuclei con numero di posti letto inferiori a 20, il personale è comunque proporzionato al numero di posti inferiore a 20.

MODULO DI ASSISTENZA RESIDENZIALE RIABILITATIVA INTENSIVA PER ADULTI DA 10 POSTI LETTO

FIGURE PROFESSIONALI

N. UNITA’ *

Min.assist./paz/die*

Min.tersapia         riabil./paz/die*

MEDICO SPECIALISTA

2

30

30

INFERMIERE PROFESSIONALE presenza  h 24

6

72

45+

OSS

Presenza h 24

8

95

 

FISIOTERAPISTA

6

72

72

LOGOPEDISTA

1

12

12

TERAPISTA OCCUPAZIONALE

1,5

18

18

PSICOLOGO

6ore

3

3

ASSISTENTE SOCIALE

6ore

3

3

AMMINISTRATIVO

6ore

 

 

TOTALE MINUTI ASSISTENZA E TOTALE MINUTI TERAPIA RIABILITATIVA

 

305

 

183

MODULO DI ASSISTENZA RESIDENZIALE RIABILITATIVA INTENSIVA PER ADULTI DA 10 POSTI LETTO

FIGURE PROFESSIONALI

N. UNITA’ *

Min.assist./paz/die*

Min.tersapia  riabil./paz/die*

MEDICO SPECIALISTA

 

1

30

30

INFERMIERE PROFESSIONALE presenza  h 24

3

72

45

OSS

Presenza h 24

3

72

 

FISIOTERAPISTA

1,5

36

36

LOGOPEDISTA

1,5

36

36

TERAPISTA OCCUPAZIONALE

1,5

36

18

EDUCATORE PROFESSIONALE

1,5

36

36

PSICOLOGO

6ore

3

3

ASSISTENTE SOCIALE

6ore

3

3

AMMINISTRATIVO

6ore

 

 

TOTALE MINUTI ASSISTENZA E TOTALE MINUTI TERAPIA RIABILITATIVA

 

324

 

225

 

* cfr. Documento "Prestazioni residenziali e semiresidenziali" del Ministero della salute -

         Direzione generale della programmazione sanitaria, dei livelli di assistenza e dei principi

         etici di sistema - Commissione nazionale per definizione e l'aggiornamento dei livelli

         essenziali di assistenza.

         Le figure professionali sono espresse in unità di lavoro a tempo

         pieno; l'indicazione dei tempi assistenziali  - minuti assist./paz./ die rappresentano

         parametri medi di assistenza, fermo restando i minuti di terapia riabilitativa

        1 unità di medico = 38 ore sett.

        1 unità di altre figure professionali = 36 sett.

        Laddove sono indicate le ore, queste si intendono ore a settimana.

        I minuti di assistenza paziente sono comprensivi dei minuti di terapia riabiliotativa.


L’attività medica non è inferiore a 30 minuti/die/paziente. Presso ogni struttura, comprendente uno o più nuclei, deve essere presente un medico che garantisca la guardia medica nelle ore notturne e festive con abilitazione BLSD (Basic Life Support & Defibrillation) e ILS (Immediate Life Support) in riferimento ai nuclei per l’età adulta e PBLSD ( Pediatric Basic Life Support & Defibrillation) in riferimento ai nuclei per l’età evolutiva.
La struttura dovrà garantire l’accesso di ogni altro specialista della ASL territorialmente competente secondo le specifiche esigenze dei pazienti presenti.
I professionisti sanitari della riabilitazione ( fisioterapista ex D.M. 14 settembre 1994 n. 741- D.M. 27 luglio 2000; logopedista ex D.M. 14 settembre 1994, n. 742 - D.M. 27 luglio 2000; terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva ex D.M. 17 gennaio 1997, n. 56 - D.M. 27 luglio 2000; terapista occupazionale ex D.M. 17 gennaio 1997, n.136 - D.M. 27 luglio 2000; educatore professionali ex D.M. 8 ottobre 1998, n. 520 - D.M. 27 luglio 2000) non possono essere tra loro intercambiabili; l’assistenza garantita dal suddetto personale non dovrà essere inferiore ai minuti al giorno per paziente riportati nelle tabelle precedenti.
Nel modulo dedicato all’età evolutiva le figure professionali previste devono avere competenze specifiche per l’età evolutiva.
I minuti assistenza per paziente riferiti allo Psicologo e all’Assistente sociale vanno erogati facendo riferimento al fabbisogno settimanale.
L’assistenza infermieristica è assicurata sulle 24 ore per un minimo di 72 minuti/die/paziente. Nei nuclei dedicati all’età evolutiva, fermo restando che il numero degli infermieri è pari a 3 per nucleo, per poter garantire un turno completo, l’assistenza infermieristica h 24 sarà assicurata mediante l’utilizzo del personale infermieristico assegnato ai diversi nuclei dedicati all’età evolutiva. Qualora il nucleo sia organizzato su più piani la presenza dell’infermiere sulle 24 ore deve essere garantita per ciascun piano.
Gli operatori socio-sanitari devono garantire assistenza per non meno di 95 minuti pro/die a paziente nel nucleo per adulti e per non meno di 72 minuti pro/die a paziente nel nucleo per l’età evolutiva. Nei nuclei dedicati all’età evolutiva, fermo restando che il numero degli OSS è pari a 3 per nucleo, per poter garantire un turno completo, l’assistenza OSS h 24 sarà assicurata mediante l’utilizzo del personale operatore socio-sanitario assegnato ai diversi nuclei dedicati all’età evolutiva. Qualora il nucleo sia organizzato su più piani la presenza dell’ OSS sulle 24 ore deve essere garantita per ciascun piano.

10.2 REQUISITI SPECIFICI PER UN MODULO DI ASSISTENZA RESIDENZIALE RIABILITATIVA ESTENSIVA

10.2.1 REQUISITI SPECIFICI STRUTTURALI
Sono confermati i requisiti descritti nell’art. 9.1

Requisiti minimi strutturali.

10.2.2 REQUISITI SPECIFICI TECNOLOGICI
Sono confermati i requisiti indicati nell’art.9.2

Requisiti minimi tecnologici.

10.2.3 REQUISITI SPECIFICI ORGANIZZATIVI
È garantita, per ogni paziente, la predisposizione del progetto Riabilitativo Individuale con gli specifici programmi e tempi di realizzazione previsti:


- riabilitazione delle funzioni motorie e sensoriali;
- riabilitazione delle funzioni cardio-respiratorie;
- riabilitazione delle funzioni vescico-sfinteriche;
- riabilitazione delle funzioni digestive (disfagia, deglutizione);
- riabilitazione delle funzioni cognitive/comportamentali e del linguaggio;
- formazione del caregiver;
- presa in carico del nucleo familiare (informazione/formazione/empowerment/ riduzione carico emozionale).

E’ garantita la presenza di:


- medico responsabile della struttura;
- medici specialisti;
- psicologi;
- assistenti sociali;
- infermieri;
- professionisti sanitari della riabilitazione;
- operatori socio-sanitari dedicati all’assistenza.

Lo standard minimo sotto riportato è riferito all’attività assistenziale per 20 posti letto; per nuclei con numero di posti letto inferiori a 20, il personale è comunque proporzionato al numero di posti inferiore a 20.

MODULO DI ASSISTENZA RESIDENZIALE RIABILITATIVA INTENSIVA PER ADULTI DA 20 POSTI LETTO

FIGURE PROFESSIONALI

N. UNITA’ *

Min.assist./paz/die*

Min.tersapia  riabil./paz/die*

MEDICO SPECIALISTA

 

0,8

15

15

INFERMIERE PROFESSIONALE presenza